Insegnante contro carabiniere ucciso, è partito il provvedimento disciplinare. Si apprende da Miur, infatti, che l’Ufficio scolastico regionale del Piemonte ha disposto accertamenti e nella giornata di oggi avvierà il procedimento di sospensione nei confronti dell’insegnante del liceo Pascal di Romentino, la quale, sabato 27 luglio, aveva postato su Facebook un commento choccante sotto la foto del vicebrigadiere ucciso a Roma, Mario Cerciello Rega «Uno di meno, e chiaramente con uno sguardo poco intelligente, non ne sentiremo la mancanza».
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Un post che ha ricevuto la condanna unanime da parte delle istituzioni; nella giornata di ieri il ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, ha dichiarato: «Non è ammissibile che una professoressa si permetta di scrivere “uno in meno” per un servitore dello Stato rimasto ucciso. Immediatamente ho proceduto per una sanzione disciplinare. Questo è inammissibile, intollerabile e vergognoso. Insultare un servitore dello Stato, caduto compiendo il proprio dovere, infierire sulla disperazione dei suoi cari e, allo stesso tempo, offendere l’intera Arma dei Carabinieri, non sono azioni compatibili con la condotta di chi è chiamato a educare e istruire i nostri figli. Un comportamento che non avrebbe niente a che vedere con lo spirito, l’abnegazione e la professionalità della nostra classe docente».
Presa di posizione anche da parte dell’Ordine dei giornalisti, al quale l’insegnante risulta iscritta all’albo del Piemonte: «Il suo è un commento indegno a maggior ragione per chi appartiene ad un albo professionale, con delle scuse che assomigliano a lacrime di coccodrillo – afferma il presidente del Consiglio Nazionale, Carlo Verna -. L’autrice dovrà rispondere al Consiglio di Disciplina del Piemonte cui sarà segnalata».
Non mancano, poi, le possibili conseguenze giudiziarie. Tra le numerose azioni di condanna da parte di enti e associazioni, ci sono anche quelle di due sindacati di Polizia: «Non ci sono parole per giudicare l’esecrabile comportamento dell’insegnante di Novara su un lutto così grave – è quanto afferma Felice Romano, segretario generale del Siulp -. Ci aspettiamo un segnale forte e inequivocabile per ripristinare i valori fondanti posti alla base della nostra democrazia e ribaditi nella carta costituzionale dai padri fondatori. Ce lo aspettiamo per evitare che questa crepa sociale non sia il seme per destabilizzare la nostra società, le sue istituzioni e di conseguenza il quieto vivere sociale» mentre il segretario nazionale di Uil Polizia, Gianluca Pantaleoni, dichiara: «Che le dichiarazioni in questione non fossero il frutto di un errore, ma di un’ostilità latente nei confronti di chi veste una divisa lo si è poi capito quando l’insegnante ha provato a correggere il tiro, scegliendo un rimedio peggiore del male. Ha, infatti, asserito che quelle frasi sono state dettate dal rammarico che spesso le Forze dell’Ordine quando servono non ci sono mai e spesso arrivano tardivamente. A parte il qualunquismo e la povertà contenutistica di una dichiarazione che forse nemmeno al bar dello sport è dato sentire, l’insegnante ignora che le Forze di Polizia intervengono quando hanno notizia dei reati, ma soprattutto ignora anche (colpevolmente) che è stato proprio per accorrere senza indugio ad impedire la commissione di un reato che il brigadiere Rega si è imbattuto nel suo brutale aggressore».
Sembra, inoltre, che anche l’Ufficio antidiscriminazioni razziali della presidenza del consiglio dei ministri si stia occupando della vicenda.
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